Come scegliere un mago per un evento aziendale: 7 domande da fare

Di Sergio Starman · Pubblicato il

Sergio Starman con un gruppo di ospiti in piedi durante un evento aziendale in sala

Scegliere un mago per un evento aziendale sembra facile: guardi qualche video, chiedi un preventivo, confronti i prezzi. Poi arriva la sera dell'evento e scopri che il problema non era il trucco. Era tutto il resto: i tempi, il pubblico, il tono, la sala, il messaggio.

Un evento aziendale non è una festa. Ci sono clienti da accogliere, manager che devono parlare, colleghi che si conoscono poco, un servizio che deve scorrere. Chi porta l'intrattenimento deve saperlo gestire.

Queste sono le 7 domande che farei io, se fossi dall'altra parte del tavolo. Sono le stesse che mi fanno le aziende e le agenzie con cui lavoro come mago per eventi aziendali.

1. "Hai già lavorato in eventi come il mio?"

Una cena per la rete commerciale non è una convention da 300 persone, e un evento per clienti non è una festa aziendale di fine anno. Chiedi esempi concreti di eventi simili: stesso tipo di pubblico, stesso numero di ospiti, stesso contesto.

Cosa ascoltare nella risposta: dettagli precisi su come ha gestito sala, tempi e persone. Chi ha esperienza racconta situazioni, non aggettivi.

2. "Che formato proponi, e in quale momento della serata?"

Non esiste "lo spettacolo di magia" in astratto. Esistono formati diversi per momenti diversi:

  • micromagia (close-up) tra gli ospiti durante l'aperitivo o tra i tavoli, senza palco e senza fermare il servizio;
  • spettacolo da palco per tutta la sala, per aprire, chiudere o rilanciare l'energia;
  • una combinazione dei due.

Un professionista ti propone il formato partendo dalla tua scaletta, non dal suo repertorio. Approfondisci la micromagia e il close-up.

3. "Puoi personalizzare lo spettacolo sulla nostra azienda?"

È la domanda che separa un buon intrattenimento da un'esperienza che lavora per il brand. Il logo, il prodotto, un anniversario o il tema della convention possono entrare dentro gli effetti. Quando succede, gli ospiti non ricordano "il mago": ricordano l'azienda.

Chiedi cosa si può personalizzare, con che livello di profondità e con quanto anticipo. Io lo faccio con Business Magic, in tre livelli: Essential, Tailored e Signature. Se vuoi capire come funziona, ho scritto una guida su come portare il brand dentro lo spettacolo.

4. "Posso vedere video di eventi reali?"

Le clip televisive e i video promozionali mostrano l'artista al meglio, in condizioni controllate. Per un evento aziendale ti servono anche video di serate vere: sale piene, luci normali, ospiti in giacca e cravatta.

Guarda soprattutto le reazioni. Se le persone ridono, si guardano, chiamano il collega vicino, il mago sta facendo il suo lavoro. E chiedi quali riconoscimenti si possono verificare: premi, programmi TV, aziende per cui ha lavorato. Nel mio caso, per esempio, il 3° posto FISM Corea 2018 e il 3° posto FISM Italia 2025, e Penn & Teller: Fool Us a Las Vegas.

5. "Di cosa hai bisogno, tecnicamente?"

Sembra una domanda da tecnici, e invece è quella che evita più problemi la sera dell'evento.

  • Per la micromagia itinerante non serve palco: servono spazio per muoversi tra gli ospiti, un'illuminazione adeguata e un ambiente che permetta l'interazione.
  • Per il palco servono spazio scenico, audio, microfono, luci, eventuale assistenza tecnica, tempi di montaggio e soundcheck.

Un professionista te lo dice subito e lo valuta con la location o con l'agenzia, caso per caso. Se la risposta è vaga, preoccupati.

6. "Come gestisci ospiti internazionali e trasferte?"

Sempre più eventi aziendali hanno ospiti stranieri, sedi in più Paesi, location fuori città. Chiedi in quali lingue si esibisce e se si sposta in tutta Italia o all'estero.

Io mi esibisco in italiano, inglese e spagnolo. La mia base è Verona e lavoro in tutta Italia e all'estero.

7. "Cosa ti serve sapere per farmi una proposta?"

Questa domanda dice moltissimo. Se la risposta è un prezzo immediato, senza domande, stai comprando un pacchetto standard. Se invece l'artista ti chiede tipo di evento, location, numero e tipo di ospiti, durata, obiettivo della serata e contesto, sta progettando il tuo evento.

Il prezzo arriva dopo, ed è giusto così: dipende da formato, durata, ospiti, trasferta e livello di personalizzazione. Una proposta seria nasce da un progetto chiaro.

Il criterio che vale più di tutti

Se dovessi riassumere tutto in una sola domanda, sarebbe questa: cosa vuoi che i tuoi ospiti si portino a casa?

Se vuoi una serata piacevole, scegli un bravo professionista che sappia gestire la sala. Se vuoi che le persone parlino tra loro, scegli qualcuno che lavori tra le persone. Se vuoi che ricordino la tua azienda, scegli qualcuno capace di costruire la magia intorno a voi.

Non faccio magie. Progetto il momento giusto. È la differenza tra un intrattenimento che riempie la serata e uno che lavora per il tuo evento.

Checklist rapida

Prima di firmare, assicurati di avere una risposta chiara a queste domande:

  1. Esperienza in eventi simili al mio?
  2. Formato e momento della serata?
  3. Personalizzazione sul brand possibile?
  4. Video di eventi reali e riconoscimenti verificabili?
  5. Esigenze tecniche chiare?
  6. Lingue e trasferte?
  7. Proposta costruita sul mio evento, non da listino?

Se organizzi un evento a Torino, trovi anche la guida su come scegliere un mago per eventi a Torino.

Fammi queste 7 domande

Il modo più semplice per capire se sono la persona giusta per il tuo evento è farmele davvero. Raccontami data, luogo, ospiti e obiettivo: ti rispondo personalmente e ti propongo il formato più adatto.

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